Prendi un vecchio film muto anni 30-40 un po’ horror e un po’ burlesque, e immagina una colonna sonora, invetata all’istante, bene, l’effetto è ottimo, da atmosfera e crea quell’aria pesante che odora di polvere di vecchio cinematografo.
Perfetto, la band che recensisco oggi fa divinamente l’esatto contrario. Gli album sono come una colonna sonora che fa immaginare un film, come Dracula, quello con Bela Lugosi o simili capolavori. La musica che mi ha affascinato particolarmente rispetto a quella di molti altri gruppi è partorita dagli Slagmaur (agli albori conosciuti come Norske Synder), black metal d’avanguardia norvegese, i cui registrano gli album con qualità simile a quella dei vecchi grammofoni.
Rispetto ad altre band BM dal sound ronzante e malregistrato appositamente, gli slagmaur riescono a far sì che l’aria che si respira mentre le tracce corrono con le loro cadenze lente e dissonanti e il sound di un vinile rovinato, inizia a puzzare di polvere marcita dal tempo ed il tutto è aiutato dalla grafica delle album-cover, sporche e antiche come i loro brani.
I componenti della band sono: Aatselgribb alla voce(componente dei Tragediens Trone che consiglio vivamente), General Gribbphiiser alla chitarra e al basso ed infine Lt. wardr alla batteria e alle tastiere.
Le canzoni sono più o meno tutte con cadenze medio-lente eccetto alcune che hanno una doppia cassa (o doppio pedale) ma non arrivano mai alle velocità standard del black metal più estremo. Originali in ogni ambito, sia come riffage che come vocals, non hanno dicerto nulla da invidiare ad altri gruppi più famosi e affermati del genere e non.
Svariati pezzi si presentano come rocce enormi e macabre, come ad esempio Fantom Eks Speriment, Drako Gigante(che mi fa da sottofondo per stendere questa recensione) o Oldermann Uhygge, altre invece sembrano dannatamente lancinanti, tanto da far scheggiare la membrana del timpano come Klokker Tramp e Nekk Brekk Support.
Quasi tutte le tracce sfornate dal genio della band sono di facile comprensione musicale, marce nel profondo ma orecchiabili con liriche per lo più anticristiane e riguardanti l’odio e la sofferenza.
A mio avviso non serve un orecchio esperto per distinguere le parti delle canzoni o le note stesse, che ad un profano potrebbero risultare suoni casuali. Ogni album ha una grandissima peculiarità, ovvero: la “riascoltabilità”. Questo è un carattere che manca a molte bands di qualunque genere e sottogenere, poter dire “ho voglia di ascoltarlo ancora” è un enorme punto a favore per questa poco conosciuta band Norvegese.
Per salutarti lo faccio con Drako Gigante, la canzone che mi ha colpito di più:
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